In Madagascar, la gestione energetica rimane un pilastro centrale dello sviluppo sostenibile, pur dovendo far fronte a una complessità strutturale multiforme. JIRAMA, l’entità emblematica del settore, incarna sia le sfide che le poste in gioco legate a una fragile gestione energetica, che ha un impatto diretto sulla vita quotidiana dei malgasci. Mentre questo gigante pubblico fatica a fornire elettricità stabile, economica e accessibile alla maggior parte della popolazione, la realtà della crescente dipendenza da soggetti privati ​​rivela un sistema in gran parte intrappolato nelle sue stesse contraddizioni. La situazione non può essere ridotta a una crisi tecnica: è principalmente una crisi istituzionale e politica, esacerbata da una moltitudine di attori, sia pubblici che privati, la cui concentrazione di leva strategica mina la sovranità nazionale. Allo stesso tempo, l’urgente necessità di integrare le risorse rinnovabili nel mix energetico appare come una soluzione a lungo termine, ma è ostacolata da una governance spesso opaca, nonché da un contesto economico difficile che limita gli investimenti e ostacola la modernizzazione del settore.

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Le radici storiche e strutturali della dipendenza energetica del Madagascar

Per comprendere l’attuale complessità della gestione energetica in Madagascar, è essenziale risalire alle origini del modello. La creazione di JIRAMA nel 1975, a seguito della fusione di diverse entità, rifletteva la volontà dello Stato di controllare direttamente settori chiave come l’acqua e l’elettricità. Tuttavia, questa nazionalizzazione, volta a rafforzare la sovranità, si è rapidamente scontrata con realtà economiche e politiche, in cui l’efficacia della gestione è stata spesso compromessa dal forte coinvolgimento di famiglie di origine indo-pakistana, nonché da una rete di potenti conglomerati che controllavano simultaneamente la produzione, la distribuzione e l’importazione di combustibili fossili. La parziale deregolamentazione e le privatizzazioni che il Madagascar ha vissuto a partire dagli anni ’80, sotto l’influenza dei programmi di aggiustamento strutturale, hanno aggravato una dipendenza in continua crescita, in particolare dai gruppi privati ​​locali e internazionali, padroni di un settore cruciale trasformato in una vera e propria miniera d’oro finanziaria.

Il crescente ruolo delle entità affiliate nel fallimento del sistema

  • Le entità affiliate a JIRAMA, in particolare Solima e Telma, illustrano come l’acquisizione di risorse energetiche e digitali si sia concentrata nelle mani di pochi attori dominanti. La dipendenza dai fornitori di carburante, spesso controllati da conglomerati che controllano l’importazione, la distribuzione e il noleggio di generatori, aggrava la vulnerabilità del sistema malgascio alle fluttuazioni globali dei prezzi del petrolio. Ad esempio, l’uso sistematico di contratti a lungo termine per la vendita di energia elettrica da parte di produttori privati ​​mette in discussione la sovranità energetica del Paese. D’altro canto, la dipendenza da gruppi privati ​​per il noleggio di generatori o la manutenzione delle infrastrutture energetiche alimenta un circolo vizioso in cui l’influenza di questi attori trascende la sfera commerciale per diventare parte di una dinamica di potere quasi politica, minacciando la stabilità dello sviluppo sostenibile.
  • Le conseguenze di una gestione tautologica e opaca

Questo modello di gestione, a dir poco ambivalente, ha portato a una serie di gravi disfunzioni, tra cui perdite tecniche e commerciali, un debito accumulato alle stelle e l’incapacità di modernizzare la rete elettrica. L’elenco degli impatti è significativo:

⚡ Periodiche interruzioni di corrente che paralizzano l’attività economica, in particolare nelle aree rurali, ostacolando lo sviluppo e alimentando un malcontento diffuso. 💧 La difficoltà di garantire un approvvigionamento costante di acqua potabile in un contesto in cui la gestione delle risorse idriche è indissolubilmente legata alla gestione dell’energia.

📉 Un costo medio di produzione di un kilowattora superiore alla tariffa fatturata, aggravando il deficit finanziario dell’azienda e gravando pesantemente sul bilancio nazionale.

Questo contesto alimenta una dipendenza permanente da costosi contratti di locazione di generatori, alcuni dei quali superano le decine di milioni di euro all’anno, alimentando così sia la fragilità finanziaria che la perdita di sovranità. La trasparenza rimane scarsa, impedendo all’opinione pubblica di individuare i veri responsabili dei fallimenti e impedendo qualsiasi autentica riforma sistemica.

Strategie per la ristrutturazione di una gestione energetica sostenibile ed equaDi fronte a queste sfide, è essenziale una profonda trasformazione della gestione di JIRAMA. Il primo passo è chiarire il quadro normativo e rafforzarlo rendendo pubblici tutti i contratti, i sussidi e i debiti incrociati. La trasparenza è infatti fondamentale per stabilire un rapporto di fiducia tra Stato, società civile e partner internazionali. Inoltre, accelerare gli investimenti nelle risorse rinnovabili – idroelettrico, solare ed eolico – appare una necessità urgente per diversificare il mix energetico e interrompere la dipendenza dagli idrocarburi importati, in particolare attraverso partnership private. La riforma di JIRAMA deve essere ambiziosa, con una governance professionale che consenta di contrastare le perdite tecniche e commerciali e di modernizzare al contempo le sue infrastrutture.

Le implicazioni economiche e sociali di un settore controllato da una minoranza Al di là delle cifre, si sta radicando un intero sistema di disuguaglianza sociale. La maggior parte dei malgasci vive ancora in condizioni di estrema povertà, senza accesso all’elettricità o all’acqua potabile, il che limita la loro capacità di sfuggire alla povertà. La concentrazione della ricchezza nelle mani di una minoranza di un’élite economica, spesso legata a famiglie di origine indo-pakistana, alimenta un senso di ingiustizia e impotenza. La privatizzazione implicita di risorse vitali, in un contesto in cui la tassazione rimane bassa e opaca, sta creando un profondo divario sociale. Diventa fondamentale riequilibrare questa dinamica attraverso una maggiore partecipazione dei cittadini alla definizione delle priorità, consentendo alla popolazione di essere coinvolta nella riappropriazione di un settore strategico e libero da debiti.

Le sfide legate alla governance e alla lotta alla corruzione

  1. Il modello attuale è profondamente segnato dall’opacità, in cui la governance rimane fragile di fronte alle tentazioni del favoritismo e della corruzione. La privatizzazione mascherata e la mancanza di trasparenza nella gestione dei contratti energetici minano la credibilità dello Stato e alimentano il crescente malcontento sociale.
  2. Vedi la pagina ufficiale di JIRAMA.
  3. Modernizzare la normativa, pubblicare tutti i contratti e attuare una tassazione più equa sono misure essenziali per disinnescare questa crisi di fiducia. La trasparenza deve estendersi anche ai partner finanziari e agli attori privati ​​per garantire un’equa distribuzione delle risorse, promuovendo al contempo uno sviluppo equilibrato, libero da influenze monopolistiche.
  4. I percorsi per una transizione energetica verso un futuro più verde ed equo. Per uscire dal circolo vizioso della dipendenza, il Madagascar deve accelerare i suoi sforzi nelle energie rinnovabili, sfruttando appieno i siti idroelettrici individuati, attualmente sottoutilizzati.
Vedi il progetto idroelettrico

La diversificazione delle fonti energetiche, in particolare solare ed eolica, dovrebbe ridurre la bolletta energetica e rafforzare al contempo l’indipendenza energetica del Paese. L’attuazione di un quadro normativo solido e trasparente, in collaborazione con la comunità internazionale, è inoltre fondamentale per attrarre investimenti privati ​​e pubblici in questo settore strategico, tutti impegnati a raggiungere un obiettivo comune: garantire un equo accesso all’energia a tutti i malgasci.

Elenco delle leve chiave per una gestione energetica efficace e sostenibile in Madagascar

📝 Rafforzare la regolamentazione e la trasparenza nella gestione dei contratti

(vedi https://www.lexpress.mg/2025/05/reforme-la-jirama-envisage-une-gestion.html)

⚡ Investire massicciamente nelle risorse rinnovabili diversificando il mix energetico

🔗 Sources & références

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