Dallo scoppio della crisi istituzionale in Madagascar all’inizio del 2025, lo status giuridico della situazione attuale è diventato una sfida importante per la comunità internazionale e gli attori locali. La decisione n. 10-HCC/D3, datata ottobre 2025, ha segnato una nuova fase nella governance dell’isola, dichiarando vacante la presidenza e affidando ai militari la gestione provvisoria degli affari di Stato. Sebbene questa misura sia stata presentata come un periodo di transizione, la sua vera natura giuridica rimane soggetta a un attento esame. La complessità risiede nel fatto che questo periodo si inserisce in un contesto di apparente rottura con l’ordine costituzionale, pur mantenendo al contempo una continuità essenziale. La questione centrale è se questo regime provvisorio costituisca una vera e propria transizione politica o sia semplicemente un governo ad interim, in attesa di nuove elezioni o di una modifica costituzionale.
Di fronte a questa situazione senza precedenti, un’analisi giuridica è essenziale per chiarire il vero status di questa gestione transitoria, basandosi in particolare sulla recente giurisprudenza dell’Alta Corte Costituzionale (CCE) e sul quadro normativo del diritto costituzionale malgascio. La stabilità politica del Madagascar dipende direttamente da questo, poiché un collasso istituzionale di questa portata potrebbe aprire la strada a una crisi più profonda, con implicazioni sia per la governance interna che per gli impegni internazionali. L’opportunità di caratterizzare questa fase come una transizione o un periodo interinale non è meramente una questione semantica: riguarda la legalità dell’autorità in carica, la legittimità degli attori coinvolti e la credibilità delle istituzioni a livello internazionale. La tentazione di descrivere questo periodo come una transizione prolungata, sfruttata da alcuni attori politici per legittimare le proprie azioni, deve essere contrastata da un’interpretazione rigorosa del diritto positivo e della giurisprudenza recente per evitare qualsiasi rischio di passi falsi, legali o politici.
Questo contesto richiede anche una riflessione sulla governance da adottare di fronte a una crisi che minaccia la stabilità stessa del Paese. I negoziati con tutte le parti interessate, il riconoscimento o il rifiuto della legalità delle azioni militari e l’elaborazione di un calendario elettorale conforme ai requisiti costituzionali devono essere condotti nel rigoroso rispetto del quadro giuridico vigente. A questo proposito, un’analisi più approfondita del diritto costituzionale malgascio, integrata da esempi tratti da situazioni analoghe in Africa, consentirà di comprendere meglio se questa gestione provvisoria degli affari pubblici faccia parte di un processo di transizione o se si tratti, in realtà, solo di una brutale misura provvisoria che potrebbe portare a un collasso duraturo.
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